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DESTINAZIONE: ORIZZONTE

[ oltre i muri di carta ]

faby

Occupation
Location
..All'inizio era il caos
Dal caos presero forma i nostri denti
Fatti apposta per mordere mele
Le nostre braccia per tessere vele
E infine gli occhi per guardare l'orizzonte
Non accontentarsi di pensare che quello che non si vede non esiste
Che quello che non c'è non c'è mai stato
Di conseguenza neanche ci sarà
E questo non è vero
Per questo il nostro gioco non finisce
Per questo lo stupore è un demone che ti rapisce
Finché ci sta qualcuno che si affida all'intuizione
E getta un dado e avanza di un'altra posizione
Nel gioco del mondo, che non si vince mai, e non finisce mai
Mai, mai, mai, mai, mai, mai, mai

Chi vuol restare fuori resti fuori,
E alzino le mani i giocatori
Chi vuol restare fuori resti fuori,
E alzino le mani i giocatori..

- L.Cherubini -
November 14

.

 
 
...Forse questa solitudine
è l'autobiografia di uno spettatore che
non sa far altro che guardare gli altri
ma non sa scrivere nient'altro che di sé..

 
[ La Crus ]
 
 
October 17

NIENTE PIù UGUALE

 
" Niente è più uguale
  Kay è stata qui
  Kay è stata qui
  Niente più uguale sarà
  mai .. "
               [ Liga ]
 
 
Ogni volta che qualcuno è entrato, non è più stato uguale.
E' incredibile come la presenza di UNA persona nella nostra Vita possa fare la differenza.
E non parlo di una persona speciale, della persona amata, della persona odiata.
Quelle fanno più della differenza, fanno una montagna di logaritmi a volte tutt' altro che matematici.
Cambiano la forma delle cose, altro che geometria.
Ma io parlo delle persone qualunque, quelle che non sembrano necessarie per vivere e non sembrano motivo di morte per disidratazione post pianto.
Parlo delle persone.
Penso che ogni persona che ci sfiora, cambi una piccola parte della nostra percezione del mondo.
Nella sua diversità, ognuno tocca corde diverse della nostra anima, a volte facendole stridere.
Qualche volta capita di sentire che invece si accordano a meraviglia, e producono una melodia piena di significati.
Chissà quante corde ha la nostra anima?
Chissà se ogni incontro ci ha lasciato una nota, un accordo, una canzone sepolta.
O se ci ha lasciato solo le parole per scriverla.
Non potrei essere identica a ciò che sono oggi, se avessi conosciuto una persona in meno.
Anche nel momento in cui ho deciso che qualcuno poteva essere eliminato, l'ho fatto perchè in me era avvenuto un cambiamento.
Credo che al mondo si potrebbe fare a meno di tante cose, ma non della gente.
Vorrei avere solo belle canzoni nel mio fagotto, sulle spalle, solo melodie allegre ed intonate.
La maggior parte della gente scapperebbe se iniziassi a cantarle.
Farebbero paura anche al buio, forse. 
Farebbero ridere anche i sassi per la loro incoerenza.
Farebbero tristezza ai mendicanti.
Sentireste il rumore del buio, delle risa spezzate, delle elemosina d' amore.
Le corde spezzate, smangiucchiate, consumate.
Chissà quante corde servono per fare un anima?
Niente è più stato uguale, ogni giorno.
Il mio viso cambiato nello specchio, il mio cuore scoppiato sotto al vetro.
Niente è più uguale, quando qualcuno arriva e  se ne va.
Tieni stretto un braccialetto di legno  da spiaggia.
Li chiamano acchiappapreghiere, forse è per quello che mi è rimasto.
L' ho scoperto solo pochi giorni fa.
Niente è più uguale, quando qualcuno arriva ma devi chiudergli la porta in faccia.
Se tirano troppo le corde, l' anima si spezza.
Niente è più uguale, quando qualcuno arriva e  resta.
Ago e filo, e  corde di un arpa come nuova.
Melodie dal cuore, melodie del silenzio.
Niente più uguale sarà.
 
 

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Suoniamo così bene

insieme.

 

 

 

October 08

Occhi Di Perla

 

appesi

come lacrime

senza la montatura

incastonati

come pietre dure

dalla morbida trama


di gelatina

liquidi

corrono verso il mare


ostriche le palpebre

socchiuse

filtrano sale

dighe

per fiumi di lacrime

solcati nel viso

dagli occhi al sorriso

 

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October 07

PLASTICA E CANCRO


LAVORO IN UFFICIO.
OGNI GIORNO MI BEVO UN CAFFE'
O UN TE'
O UNA CIOCCOLATA
O DUE
ALLA MACCHINETTA.

HO UNA BOTTIGLIA D' ACQUA IN MACCHINA
SEMPRE
CHE SI ABBRONZA SOTTO IL SOLE

FORSE ANCHE VOI AVETE QUESTE ABITUDINI.
ALLORA è IMPORTANTE SAPERE (E RIFLETTERE, A PRESCINDERE DALLE CONCLUSIONI):


Bisfenolo A

Bisfenolo A

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica usata prevalentemente in associazione con altre sostanze chimiche per produrre plastiche e resine. È usato nella produzione di questi materiali da molti anni. Il BPA è usato nel policarbonato, un tipo di plastica rigida trasparente. Il policarbonato viene utilizzato per produrre recipienti per uso alimentare come le bottiglie per bibite con il sistema del vuoto a rendere, i biberon, le stoviglie di plastica (piatti e tazze) e i recipienti di plastica. Residui di BPA sono presenti anche nelle resine epossidiche usate per produrre pellicole e rivestimenti protettivi per lattine e tini.

L’uso del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti è autorizzato nell’Unione europea ai sensi della Direttiva 2002/72/CE della Commissione del 6 agosto 2002, relativa ai materiali e agli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. È inoltre autorizzato per l’uso a contatto con i prodotti alimentari in altri paesi come Stati Uniti e Giappone.

Ruolo dell'EFSA e attività in corso
Nella propria valutazione sul rischio relativa al bisfenolo A pubblicata nel gennaio 2007, l’EFSA ha fissato per questa sostanza una dose giornaliera tollerabile (TDI) di 0,05 milligrammi/chilogrammo di peso corporeo. L’EFSA constatava che l’assunzione da parte di lattanti e bambini era di gran lunga inferiore alla TDI; tuttavia, il parere non indicava esplicitamente se vi erano differenze rilevanti tra i lattanti e gli adulti a livello di eliminazione del bisfenolo A dall’organismo.

In un parere scientifico pubblicato a luglio 2008, l’ EFSA ha concluso che in seguito all’ esposizione al BPA il corpo umano metabolizza ed elimina questa sostanza rapidamente. Questi risultati confermano che l’esposizione al BPA e’ inferiore ai livelli della dose giornaliera tollerabile di 0,05 milligrammi/chilogrammo di peso corporeo, precedentemente fissati dall'EFSA. I lattanti smaltiscono allo stesso modo i livelli in eccesso rispetto alla TDI. Nella sua valutazione, l’EFSA ha preso in considerazione le piu` recenti informazioni disponibili.
Domande frequenti

In che modo questa sostanza si ritrova nella nostra dieta?
Piccole quantità di BPA possono migrare dalle materie plastiche a base di policarbonato o dai rivestimenti a base di resine epossidiche agli alimenti e alle bevande. Il BPA può inoltre migrare negli alimenti se la plastica o la resina è danneggiata o rotta.

Perché questi timori nei confronti del BPA?
Il BPA appartiene a un gruppo di sostanze chimiche potenzialmente in grado di interagire con i sistemi ormonali dell’organismo (ossia che alterano il sistema endocrino). Fin dagli anni 1930 è noto che il BPA è in grado di imitare gli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili. Gli effetti sulla fertilità e la riproduzione nonché sul sistema endocrino (ormonale) sono stati oggetto di numerosi dibattiti scientifici, anche a fronte di segnalazioni di effetti a basse concentrazioni nei roditori.

Perché l’EFSA ha svolto una nuova revisione del BPA nel 2006?
Sono stati pubblicati circa 200 articoli scientifici sul BPA dall’epoca dell’ultima revisione, effettuata dal comitato scientifico per l’alimentazione umana della Commissione europea nel 2002. C’era quindi la necessità di riesaminare i dati, compresi questi nuovi studi. La revisione è stata svolta dal gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari, gli aromatizzanti, i coadiuvanti tecnologici e i materiali a contatto con gli alimenti (AFC). Alcuni studi, tra cui uno studio condotto su due generazioni di topi pubblicato nel 2006, hanno fornito agli esperti nuovi dati, che in passato non erano disponibili. Il gruppo AFC ha riesaminato il parere del 2002 sulla scorta di ulteriori prove delle differenze significative tra l’uomo e i roditori, nonché di elementi scientifici più convincenti che riducevano le incertezze sul livello di rischio considerato nel 2002.

A quali conclusioni è giunto il gruppo di esperti nel 2006?
Nel suo parere scientifico sul bisfenolo A il gruppo di esperti scientifici AFC ha concluso che, a questo punto, dopo un’approfondita revisione di tutti i dati disponibili, esistono le condizioni idonee per definire una dose giornaliera tollerabile definitiva anziché provvisoria. L’esposizione umana al BPA attraverso la dieta, considerando anche l’esposizione di lattanti e bambini, è di gran lunga inferiore alla nuova TDI.

Vi sono particolari motivi di apprensione per i lattanti e i bambini?
Nella sua valutazione del 2006 il gruppo AFC dell’EFSA ha avuto estremo riguardo per i lattanti e i bambini, che appartengono al gruppo con la più alta esposizione dietetica potenziale al BPA in relazione al peso corporeo. Le stime del gruppo di esperti scientifici relative all’apporto sono fondate su calcoli di tipo conservativo (“caso peggiore”). Gli apporti potenziali calcolati per lattanti e bambini sono ritenuti ben inferiori alla TDI. Nell’aprile 2008 il programma nazionale di tossicologia statunitense (NTP) ha concluso in un progetto di rapporto che, agli attuali livello di esposizione, sussistono dei timori in relazione agli effetti neurali e comportamentali nei feti, nei lattanti e nei bambini. Inoltre, alcune relazioni elaborate da Health Canada e Environment Canada hanno suscitato timori su eventuali effetti nocivi su neonati e lattanti e, in particolare, sull’eliminazione della sostanza dall’organismo dei neonati e dei lattanti. Il 19 aprile è iniziato a decorrere in Canada un periodo di consultazione di 60 giorni al fine di determinare se vietare l’importazione, la vendita e la pubblicità dei biberon contenenti bisfenolo A.

Che cosa sta facendo l’EFSA in relazione ai timori emersi di recente?
La Commissione europea ha chiesto all’EFSA di procedere ad una valutazione delle differenze esistenti tra i lattanti e gli adulti nell’eliminazione del bisfenolo A dall’organismo, alla luce delle informazioni e dei dati più recenti. In un parere scientifico pubblicato a luglio 2008, l’ EFSA ha concluso che in seguito all’ esposizione al BPA il corpo umano metabolizza ed elimina questa sostanza rapidamente.

Fino a quale quantità è possibile consumare senza che si producano effetti nocivi?
Un bambino di tre mesi alimentato con biberon che pesa circa 6 kg dovrebbe consumare più del quadruplo del normale numero di biberon di alimenti per lattanti al giorno prima di raggiungere la TDI.

Cosa si intende con l’espressione “dose giornaliera tollerabile” (TDI)?
La TDI è una stima della quantità di una sostanza, espressa in base al peso corporeo, che può essere ingerita ogni giorno per tutta la vita senza rischi apprezzabili.

Per quale motivo la TDI temporanea è stata sostituita da una TDI definitiva?
La TDI provvisoria viene proposta ogniqualvolta vi siano incertezze nei dati che possono essere fugate grazie a nuovi studi e quando è noto che una quantità significativa di dati sarà disponibile nel futuro prossimo. Nel caso del BPA, il comitato scientifico sull’alimentazione umana (SCF) aveva stabilito una TDI provvisoria nel 2002, applicando un ulteriore fattore di incertezza 5 volte superiore rispetto al fattore di incertezza di 100 solitamente usato. Questo perché all’epoca mancavano dati completi derivanti da studi sulla riproduzione e lo sviluppo. Grazie ai risultati del nuovo studio condotto su due generazioni di topi, pubblicato nell’ottobre 2006, e ai dati derivanti da altri studi pubblicati negli ultimi 4 anni, si è potuta colmare questa lacuna informativa e il gruppo AFC è stato in grado di stabilire una TDI definitiva di 0,05 milligrammi/kg di peso corporeo utilizzando il normale fattore di incertezza di 100.

INFORMAZIONE RIPORTATA DAL SITO DELL' EFSA :

http://www.efsa.eu.int/EFSA/KeyTopics/efsa_locale-1178620753820_BisphenolA.htm

September 17

Il Ritratto del Niente in Piena Faccia

 
 
"La vita concreta è un caos, ma c'è qualcosa di tremendamente logico nell' immaginazione.
E' l' immaginazione che spinge il rimorso sulle tracce del peccato.
E' l' immaginazione che fa sopportare a ogni delitto le sue conseguenze deformi.
 
Nella realtà di ogni giorno i malvagi non vengono puniti, nè i buoni ricompensati:
il successo premia i forti, il fallimento schiaccia i deboli.
Nient' altro. "
 
[O.Wilde - Il Ritratto Di Dorian Gray]
 
 
 
Quando penso alle persone senza coscienza, penso a Dorian Gray.
La bellezza, tuttavia, non è di per sè priva di coscienza, nè di fascino, nè di carisma.
La bellezza è talmente soggettiva che non può essere definita; talvolta è più facile descrivere una persona nella sua bellezza soltanto dopo averla realmente conosciuta.
 
Quando penso alle persone realiste, penso a Oscar Wilde, attuale e passato.
La verità, tuttavia, non è mai una sola.
La realtà ha mille facce, e per ogni faccia due occhi diversi l' uno dall' altro.
Non esiste persona con due occhi identici.
E si sceglie sempre con che occhio vedere di più.
 
L' immaginazione e la realtà.
La bellezza e la coscienza.
La Vita e la Morte.
 
E mi fa pensare, e mi fa sorridere, questo frammento.
Quanti Dorian Gray!
 
 
 

Matisse_Viso

 
[Quanti Dorian Gray!]
 
 
 
September 11

Il Fabbricante dei Sogni - MCR

 
Ho girato in lungo e in largo
in compagnia del mio violino
e il vento dei viaggiatori
mi è rimasto sempre amico.
Conosco tutti i ponti
i marciapiedi e le stazioni
e in ogni posto e in ogni luogo
ho lasciato una canzone.

Mi esibisco per i passanti
per i poveri e i signori
perché non esiste uomo
senza musica nel cuore
e suono per le ragazze
per le serie e le sfrontate
perché non esiste donna
che dica no a una serenata.

E giro col mio violino
per le piazze e per le strade
la gente intorno balla
e trova il tempo per sognare.

Ogni sera conto i soldi
sparsi in fondo al mio cappello
mi addormento sotto un soffitto
ricoperto dalle stelle.
Trovo sempre un pasto caldo
nei mercati e nelle fiere
perché dove c'è un violino
tutti quanti sono allegri .
Ho incontrato mille donne
e ogni donna l'ho incantata
con la storia del vagabondo
e la saggezza della strada
i bambini mi fanno festa
e stanno in fila per sentire
perché sanno che il musicista
è un vecchio amico da seguire.

E giro col mio violino...

Da molti anni non mi chiedo più
quale posto è la mia casa
ho scoperto che la mia casa
è insieme a me dovunque vada
cammino senza legami
ho solo il vento che mi insegue
e il tempo non mi riguarda
perché il tempo mi appartiene
 
 
Non mi è mai capitato di pensare che questo blog fosse la mia Casa.
L' ho sempre visto come una finestra, quella finestra sul retro dove vedi passare le persone attraverso una tenda di lino consumata, e ti piace chiederti come vivono la loro vita. La diversità delle persone è sempre motivo di curiosità, di desiderio di imparare qualcosa in più, di vedere attraverso le finestre altrui.
Ho imparato ad amare alcuni vicini di casa.
E mi chiedo perchè si tende sempre a guardare le persone attraverso una tenda, sul retro, mentre sarebbe più facile aprire la porta...
E' diventato stancante vedere tutto così filtrato.
Pulsa il bisogno di condividere delle cose concrete, nel momento in cui la Vita comincia a realizzarsi così concretamente.
Le cose che ho sempre vissuto nella mia testa iniziano a farsi Grandi per essere contenute.
Richiedono spazio. E si meritano tempo.
Voglio assaporare ogni singolo frutto del mio giardino, ora che sta fiorendo.
Voglio essere ogni giorno una persona migliore, ho il desiderio di migliorarmi.
Mi piace pensare che ci sono mille cose che voglio imparare, che posso imparare.
Mi piace pensare che posso vivere la mia Vita con mille facce diverse, e con un cuore solo. Voglio avere tutte quelle facce, per ogni giorno diverso.
Per la prima volta nella mia Vita mi accorgo che ogni cosa con cui vengo a contatto si materializza come uno stimolo in più, un incentivo a cercare altre risposte che non ho mai considerato.
E questo mi sembra un dono troppo grande per essere sprecato. Per essere accantonato.
Domani è un giorno nuovo.
E per la prima volta dopo tanto tempo mi rendo conto che alzarmi presto la mattina mi fa sentire meglio.
E che i cambiamenti mi coinvolgono invece di spaventarmi.
Non ho mai pensato che questa fosse la mia Casa.
Anche se c'è un bel panorama.
 
 

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[ sul retro le stelle sembrano brillare di più, perchè c'è buio, quando non ci sei tu ]

 

 
September 08

......

 
Un piccolo strappo
sulla tela
 
Cambiare la pelle
con la stagione
e i pantaloni sopra ai trampoli
 
Su ogni scalino
la saliva
caduta dagli occhi
incapaci di parlare
 
E si cresce anche così,
coi ricordi giù per le scale
 
E diventi grande quando le persone se ne vanno
una ad una
perchè dicono che è l'ora
e ti resta in mano un orologio
pieno di sabbia
una clessidra con le lancette
storte
 
A cercare in una finestra
quel cielo azzurro
tra le montagne
e il fiumicello che correva al centro
 
In quei quadrettoni azzurri
ho lasciato una bambina
correre
tra folletti e fatine disegnati
per volare
tra i ricordi
 
Di piccoli strappi
siamo fatti
 
Nelle ossa un po' di cuciture
precarie
 
e muscoli elastici
pronti a tornare indietro
per sbatterti nella faccia
 
Di grandi sogni
siamo fatti
 
Tra le pieghe sgualcite
un cuore
che danza
 
Di piccoli strappi
siamo fatti
 il cuore che rimbalza
cercando di uscire
 
Si affaccia al sorriso
Si affaccia al sorriso
 
Di piccoli strappi
siamo fatti
e tu sei autore
di quello nel viso
del Mio Sorriso
 
E il cuore si affaccia
Sulla mia faccia
 
Mi hai segnato
dove tutti possono vedere
Mi hai insegnato
che non tutti possono vedere
oltre un sorriso
 
C'è chi voleva strapparmi il cuore
ma tu no
Tu Mi Hai Strappato Un Sorriso.
 
 
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 Croazia, Agosto 2008
 
 
[Di piccoli strappi siamo fatti, e tu sei il mio strappo alla regola - .. - disegnato a regola d'arte.]
 
 
 
 
 
 
 
 
September 07

Pronto per l'espianto ma il paziente dichiarato morto per arresto cardiaco era vivo

 

Il fatto risale al febbraio  2008 a Parigi: un 45enne vittima di un infarto per strada viene rianimato in  ambulanza per 10 minuti e consegnato all'ospedale La Pitiè-Salpetriè che lo  considera “morto per arresto cardiaco”, ma continua la rianimazione per  trasformarlo in donatore. L'équipe dell'espianto tarda a venire e i medici  nell'attesa sono costretti a praticare il massaggio cardiaco per un'ora e  mezza, non per salvarlo ma per mantenere l'attività circolatoria elemento  indispensabile per ottenere organi (reni) utili al trapianto. In sala  operatoria il suo cuore riprende a battere autonomamente, il paziente dà segni  di sofferenza: è vivo.

Quel ritardo è stato provvidenziale, ora parla e  cammina. Ma i medici hanno fretta di procacciare i reni per coloro che sono in  lista d'attesa. Una équipe puntuale lo avrebbe ucciso.

A lato della falsa “morte cerebrale”dichiarata  d'autorità a cuore battente su persone ventilate, per ottenere organi vivi  pulsanti, si sta diffondendo un nuovo stratagemma sanitario praticato a  tradimento in alcune nazioni: la morte dichiarata in arresto cardiaco precoce  di soli 2/5 minuti. Aprendo a questa ulteriore definizione di morte, i medici  trapiantisti sperano di incrementare il numero di organi disponibili, ma la  comunità medica è divisa su questo modo di procedere.

“E' palese che le definizioni di morte sono state  distorte per ottenere organi da trapiantare”, dice il prof. Dr. Massimo Bondì  chirurgo e patologo generale “la morte cerebrale non è morte, ma nella  migliore delle ipotesi è prognosi di morte” e aggiunge “la morte cardiaca  precoce dichiarata in 2/5 minuti non è morte perché è una situazione  potenzialmente reversibile, quindi si deve parlare di omissione di soccorso”.  Ciò dimostra che gli organi non sono mai presi dai morti, ma sempre dai vivi o  dai morenti.

L'aspetto più grave  della “donazione” in arresto cardiaco è la prassi di somministrare farmaci  come anticoagulanti prima o all'atto della rimozione della ventilazione col  solo fine di preservare gli organi durante l'espianto e non a favore del  paziente.

Sembra inoltre che i medici abbiano dimenticato che  esiste la “morte apparente”, soprattutto negli infartuati, dove il movimento  vermicolare delle fibre muscolari del miocardio garantisce una circolazione  subliminale che manda ossigeno al cervello, per cui il cuore può riprendersi,  se gli si lascia il tempo necessario. Tale movimento non è percepito  dall'elettrocardiogramma (ECG). Sono segnalati circa 1000 casi all'anno di  “morti apparenti” nel registro europeo. Sarebbe interessante verificare se  nelle nazioni che hanno introdotto i programmi sperimentali per l'espianto in  “presunto arresto cardiaco”, i casi di “morte apparente” siano diminuiti.  Sarebbe la prova che i pazienti vengono uccisi dalla fretta di  espiantare.

In Italia per legge “l'accertamento della morte per  arresto cardiaco può essere effettuato da un medico (anche non cardiologo ndr)  con il rilievo grafico dell'elettrocardiogramma (ECG) protratto per 20 minuti  primi” o dopo 24 ore di semplice osservazione e nel dubbio di “morte  apparente” 48 ore.

Viene spontanea una domanda: dopo la sospensione  autoritaria della ventilazione su un cosiddetto “morto cerebrale” non  donatore, qual è l'attesa prima di considerarlo morto cardiaco? Dopo 20 minuti  o è subito considerato morto e usato per reni e tessuti? Possiamo veramente escludere che i nostri medici nel chiuso delle sale operatorie non espiantino  i reni subito dopo il presunto arresto cardiaco?

Abbiamo le prove che l'Italia sta lavorando al  nuovo stratagemma sanitario. L'Italia impara dalla Spagna dove il 30% degli  espianti di reni è fatto con questo trucco, come in USA, Canada, Inghilterra,  Francia. Il dibattito pubblico è stato tacitato ovunque  nell'interesse dell'industria trapiantistica.


Comitato  medico-scientifico

Prof. Dr. Massimo  Bondì, L. D. Pat. Chir. e  Prop. Clin.

Nerina Negrello, Presidente della LEGA  NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI E LA MORTE A CUORE  BATTENTE.

 
Fonte:
www.antipredazione.org
"Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente" Indirizzo: Pass. Canonici Lateranensi, 22 - 24121 Bergamo (ITALIA)
Tel. 035-219255, Fax 035-235660,  lega.nazionale@antipredazione.org
 

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June 06

.

 
Foglio Bianco
 
Tessuto sottile
Senza trame a punto croce
Leggero
Come vela di una barca
che da lontano
osserva i gabbiani passare
sopra
ed i pesci passare
sotto
galleggiando
nel mezzo del Potenziale
dell Infinito
dell Immenso
del Pulito
dell Aperto
del Lontano
del Chissà
del Dove
del Mentre
 
e non sente
altro
che
La
Vita
 
 
 
 
April 23

CON-GELATO

 
"Buongiorno! Cosa desidera?"
"Gradirei un cono con-gelato"
[ no sensation, please]
"Che gusto, Signora?"
"Un Non-Gusto andrebbe benissimo!"
 
[ Ho provato il dolce, e ho provato l'amaro
Ma un Non-Gusto, quello sarebbe più leggero
per la mia linea ]
 
"Spiacente,abbiamo perso il Gusto del Non-Gusto. Gradisce altro?"
"Quello del Ricordo sembra l'unica alternativa ragionevole."
 
Tic-Tac, scontrino battuto
[Scriva, scriva per non dimenticare]
 
 
Ricordo Con-gelato
 
nell' attesa che bruci meno
 
 
E il vento soffia,
e ogni giorno è nuovo a venire
colmo di risate
e sbrilluccichini negli occhi
 
Che stagione è Primavera
se sotto la pioggia
certi fiori profumano di più?
 
[ In attesa del Sole forte
già spalancate tutte le porte ]
 
IMG_1793[1]
 
Ho appeso un cono con-gelato
alla parete del mio cielo
 
 
 
 
 
 
 
 

Un giorno ho capito che sarei morta.

Un giorno ho capito che si muore un po’ di più ad ogni risveglio; che ogni morte è in sé una rinascita, e una rinascita comporta spesso tanto impegno e voglia di vivere.

Un giorno ho capito che le persone si prendono sempre un po’ di noi, quando si allontanano, e la maggior parte delle volte non tornano indietro a restituirtelo neanche quando si accorgono che non gli serve più.  

Un giorno ho capito che ci sono persone capaci di ucciderci poco a poco, con precisione chirurgica, e che troppo spesso queste persone siamo proprio noi stessi.  

Un giorno ho capito che le esperienze negative ci segnano, e forse ci uccidono lentamente, se non siamo in grado di lasciarcele alle spalle; come vermi nella pancia ci divorano da dentro, passando per le viscere, lasciandoci solo un involucro vuoto e senza vita.

Un giorno ho capito che ogni qualvolta vedrò qualcuno che amo morire, allora una parte di me se ne andrà con lui, tenendolo per mano, a fargli compagnia lontano da qui.

Un giorno ho capito che non basta camminare per essere vivi, e non basta dormire per essere morti; ci sono talmente tante sfumature da togliere ogni convinzione di nitidezza tra il confine della Vita e della Morte.

Un giorno ho capito che le persone non possono vivere per sempre, per quante preghiere tu faccia, per quanta convinzione tu metta in esse; e quello stesso giorno ho capito che le persone non muoiono mai dentro di noi, se non siamo noi stessi a volerlo.

E, in altri giorni, ho capito invece che anche per quanto lo desiderassi, spesso non è bastata la volontà a cancellare qualcuno dentro di me.

Un giorno ho capito che a volte un solo cuore non basta, per essere vivi: spesso, ne servono due, anche se è raro trovarne uno che sia compatibile con il tuo ritmo cardiaco.

Ho capito che quando incontri quel cuore, allora inizi davvero a pregare che le cose che hai capito sulla morte siano solo bugie, alcuni dei tanti inganni della Vita.

Ho capito che la Vita ci inganna troppo spesso, ma la maggior parte delle volte ci inganna perché siamo noi a volerlo: Lei è cruda, reale; lo spirito dei sognatori appartiene solo a noi.

E’ allora che ho imparato a tenere acceso l’ orecchio del cuore, per ascoltare meglio.

E’ allora che ho imparato a tenere aperti gli occhi del cuore, con qualche lente a difendersi dalle macchie scure.

E’ allora che ho imparato che non si impara mai abbastanza, e non deve mai mancarci la curiosità di farlo.

Un giorno ho capito che sarei morta di paura. Paura della morte.

La morte altrui mi avrebbe ucciso lentamente, la mia morte fisica avrebbe ucciso le persone che mi amano, e tutto ciò mi rese consapevole che sarei morta per questa paura.

Paura della mia impotenza davanti a tale dolore.

Un giorno ho pensato che sarei morta di dolore, quando invece il dolore non è altro che la testimonianza del nostro essere vivi, del nostro Sentire.

Muore ogni giorno chi si nutre di indifferenza, e non conosce la sofferenza poiché non conosce la gioia, e trascorre l’ esistenza al riparo di pareti di vetro a guardare il mondo, credendo che in tal modo possa conoscerlo davvero. Queste persone muoiono proprio perché non si accorgono che lo stanno facendo, come le foglie che appassiscono lentamente perdendo a poco a poco il loro colore, per poi volare via al primo soffio di vento forte.

Un giorno ho capito che sarei morta, perché ero talmente felice da non poter credere di meritarmi tanto per l’ eternità, eppure mi chiedo ogni giorno Dove Metterò Tutta Questa Felicità, Perché Una Vita Intera Non Basta.

La metterò qui, tra queste parole, tra i miei pensieri, tra le tue mani, tra i campi di grano e le stelle del cielo, e la lascerò sospesa perché tutti possiate vederla e crederci: La Felicità Esiste, Esiste Come il Cielo e Come il Mare, Come La Paura e il Coraggio, come Le Stelle e Il Sole.

Solo che è più preziosa di tutto ciò.

 

E’ Felice soltanto chi Vive, e Vive soltanto chi è Felice.

Un giorno l’ ho capito.

    

Senza nomeBV

 

GRAZIE. Solo questo.    

17-10-07

  

 

 

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candywrote:
questa sera l'aria è fredda
rumore di benzina intrappola questo silenzio
pistacchio e mandorle da denongustare ;)
sorriso gustoso :=)
May 5
Iaya Spankwrote:
Ciao sono arrivata quì per caso.. e si sa il caso a volte ti fa scoprire cose inaspettate..
mi sono persa nel tempo e nelle parole.. è tutto così accogliente e belle sono i post...
complimenti di cuore... mi hai dato parole da pensare..
passerò ogni tanto... un saluto e una buona serata..
Silvia 
Apr. 11
aReA*wrote:
Sapevo di avertele già scritte da qualche parte, o qui o su msn, ma le stavo rileggendo e avevo voglia di condividerle. Spero non ti dispiaccia.
Feb. 12
aReA*wrote:
Mi devo comportare come se loro non ci fossero, sempre che loro esistano davvero.  Potrebbero essere solo frutto della mia immaginazione. Qualunque cosa sia quella che sta osservando non è umana, non è come gli occhi scuri della piccola Donna e non batte mai le ciglia. Cosa vede l'occhio di uno scanner? Vede dentro la testa? Vede dentro il cuore? Vede dentro di me? Dentro di noi? Vede in modo chiaro o scuro? Spero che veda in modo chiaro, perché io non riesco più a vedere dentro di me. Io vedo solo tenebre. Spero per il bene di tutti che gli scanner vedano meglio, perché se lo scanner vede solo in modo scuro, così come me, allora sono dannato, dannato per sempre. E in questo modo finiremo per morire tutti, conoscendo poco o niente, e su quel poco che conosceremo ci saremo anche sbagliati.
Feb. 12
aReA*wrote:
Ti ho aggiunto nei contatti msn. Non so se ho fatto bene, nel senso che non so se tu sei iscritta con quella e-mail a messenger, oppure me l'hai lasciata per scambiarci posta elettronica.
Forse non è necessario che quelle stelle siano noi. Dirò forse una cosa che raramente mi viene da pensare e che raramente cerco di condividere, ma forse ogni tanto abbiamo bisogno di qualche stella che non siamo noi. Cioè abbiamo bisogno degli altri ed abbiamo bisogno che non ci vengano a mancare Se accendono le stelle, / vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Però in generale: sì, credo che io possa bastare a me stesso; per piccoli segmenti della mia vita ho pensato il contrario e mi sono poi sempre ricreduto. Penso che io possa essere sufficiente a mestesso e penso anche che questo sia necessario per poter stare bene. Le altre persone che mi ruotano attorno non servono a me per stare bene, ma per condividere, condividere nel senso globale della parola; se no sarebbe un rapporto subordinato. Ritorniamo sempre al discorso: Se incontri il Buddha per la strada uccidilo!. Certo, molte volte le stelle possono le stelle possono essere utili per superare qualche momento, ma voglio essere sempre nella condizione di potercela fare da solo e di essere io a voler esser aiutato, non voglio che sia l'unica scelta.
Se non bastassi a me stesso, nei momenti in cui sto da solo non riuscirei a stare bene, ad essere felice. Il rapporto con gli altri non ci deve completare, ma tutt'al più elevare. Noi non siamo delle metà di una mela, ma siamo un corpo completo e complesso.
Per quanto riguarda ciò che immagini devo dire che su certe cose ci hai preso, per esempio:
A volte ti immagino contraddittorio, pronto a ribattere come se fosse la regola di un gioco.
A volte ti immagino bianco, appoggiato sulle pagine dei ricordi a dormire.
A volte ti immagino arancione, saltellante in mezza alla folla.
Saltellante soprattutto ai concerti :), contraddittorio? sì, forse sì... un po' un bastian contrario, come Elias Contreras (un personaggio del romanzo "Morti scomodi"). Urlante raramente, non perdo mai la pazienza e non mi piace urlare, penso che la gente che urla lo fa perché non è capace a farsi sentire in altro modo. E sorridente... poche volte, diciamo che ho più un volto malinconico.
Penso di aver detto tutto, o forse no, sicuramente mi sarò perso qualche pezzo!
Dec. 2

"SENTIRE"